Rinnovabili in Nord Africa, il ruolo di punta dell’Algeria

Scritto da  Martedì, 16 Gennaio 2018 10:16
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Letto 728 volte Ultima modifica il Martedì, 16 Gennaio 2018 10:20

2,4 milioni di km2 , 35 milioni di abitanti, 18 miliardi di barili di petrolio e 3.500 miliardi di metri cubi di gas: l’Algeria è il più vasto Paese dell’Africa e anche quello con più risorse energetiche. Fino alle rinnovabili.

 

Un grande paese, pieno di risorse energetiche oltre che di evidenti preoccupazioni politiche, che sta lavorando senza sosta per aumentare la quota di rinnovabili nel mix energetico e proporsi come paese di punta per l’utilizzo e la vendita di energia pulita. E’ l’Algeria, dove soprattutto il gas è oggi visto come una risorsa da conservare anche per le prossime generazioni, dandogli un valore economico di mercato pari a circa 8 dollari/MBTU. L’obiettivo politico è quello di costruire un sistema industriale nazionale energetico integrato lungo tutta la catena, dalla fabbricazione dei componenti alla costruzione di impianti e al loro esercizio e manutenzione. Per ora, la produzione ammonta a 3.500 miliardi di metri cubi di gas, frutto dell’esplorazione di meno di un terzo del territorio e senza considerare l’offshore su 1.200 km di coste.

La produzione annua equivalente di petrolio e gas è di circa 165 MTEP (i consumi primari italiani sono pari a circa 185) dei quali 125 sono esportati, costituendo la principale risorsa del Paese. L’Algeria si propone di incrementare fortemente le esportazioni sia di LNG sia di gas naturale per finanziare lo sviluppo del Paese; tra le future addizionali esportazioni di gas naturale figura il GALSI (il gasdotto Algeria, Sardegna, Italia) per 8 miliardi di m3/anno, realizzato attraverso una società partecipata da Sonatrach, Edison, Enel, Sfirs-Regione Sardegna, Hera. I consumi per capita sono circa 1,1 TEP – 1.000 kWh – con emissioni di CO2 pari a 2,4 tonnellate/capita, paragonati ai nostri in Italia di 3 TEP – 5.600 kWh – e 7,2 tonnellate rispettivamente.

L’Algeria ha una potenza installata di circa 11.000 MW con un picco di prelievo di 10.000 e consumi pari a 35 TWh; la produzione di elettricità dai 21,4 TWh del 2000 è cresciuta del 5–6 per cento l’anno fino al 2007, con un picco del 9 per cento nel 2008. A seguito di un rallentamento nel 2009, vede nel 2011 un incremento superiore al 10 per cento. Il sistema di trasmissione ha il livello di tensione di 420 (300 km di linee) – 245 (10.000 km di linee) e 90 kV come la Francia, mentre esistono differenti livelli di tensione in MV, il che crea problemi per la standardizzazione di apparecchiature e macchinari, oltre che per gli accessi. Esistono inoltre problemi non di poco conto per il permitting delle linee, specie ad altissima tensione, che hanno creato in alcune situazioni il non pieno utilizzo di nuove centrali (appena) entrate in servizio.

Una delle più grosse sfide del Paese è l’alimentazione delle molte aree isolate lontane dalla fascia costiera, per ora alimentate con installazioni diesel locali, con un alto costo del kWh prodotto legato al trasporto del petrolio per piccole quantità su lunghe distanze, oltre che con una naturalmente alta produzione di Co2. L’integrazione di queste aree nella rete elettrica nazionale avrebbe, con le tecnologie attuali, un costo molto alto, mentre l’applicazione di centrali CSP con capacità di accumulo potrebbe ridurre i costi e massimizzare l’efficienza.

Il piano di sviluppo del sistema elettrico di generazione, ormai in atto, prevede in 20 anni investimenti per oltre 26 miliardi di euro e di questi circa 15 per un ambizioso piano di realizzazione di impianti rinnovabili che dovrebbero contribuire nel 2030 alla produzione di circa il 40 per cento dell’energia elettrica totale. Sono poi previsti 10.000 MW di FER per fornire energia all’Europa se le condizioni saranno favorevoli. Il piano parla di 23.000 MW di rinnovabili in servizio, in tre tappe fino al 2030; il Programma fotovoltaico prevede l’installazione di 800 MW dal 2013 al 2020, e di 2.000 MW dal 2021 al 2030, mentre il programma solare a concentrazione CSP prevede 1.475 MW dal 2013 al 2020 e 5.700 MW dal 2021 al 2030. I primi 2 impianti sono previsti a Sud Est (deserto sabbioso) e a Sud Ovest (deserto roccioso) con circa 5.000 h/anno equivalenti di potenza massima impegnata. Infine, il programma eolico prevede 270 MW dal 2013 al 2020 e 1.730 MW dal 2021 al 2030.

La “svolta green” dell’Algeria può assumere particolare rilevanza per l’Italia se pensiamo al cavo elettrico sottomarino di 200 chilometri che Terna dovrebbe realizzare per collegare le coste tunisine alla Sicilia, unendo così le due sponde del Mediterraneo. Il progetto “Elmend” per collegare le due sponde del Mediterraneo risale al 2003 ma è ancora attuale in chiave europea e comunitaria oltre che italo-tunisina. Il punto di approdo del cavo, secondo il progetto iniziale, dovrebbe essere nel comune di Partanna, in provincia di Trapani. Non è escluso che una volta realizzato, l’elettrodotto possa convogliare in Italia l’energia da fonti rinnovabili prodotta non solo in Tunisia - dove il governo intende produrre il 30 per cento della propria energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030 - ma anche in Algeria. L’idea potrebbe essere quella di fare della sponda sud un “bacino” di energia verde a disposizione dell’Italia, proprio come nei Balcani occidentali, dove da tempo aziende private italiane lavorano per realizzare impianti idroelettrici collegati tramite il cavo sottomarino tra Montenegro e Italia.

L’ambizioso programma è già in essere, e promette di fare emergere l’Algeria come uno dei principali (se non il principale) attori del Sud del Mediterraneo. Ingrediente fondamentale cominciano ad essere, oggi, le competenze da sviluppare ed il trasferimento tecnologico da attuare in partnership con l’Europa, come le prime gare sviluppate per nuovi impianti CSP e da rinnovabili sembrano dimostrare. I primi risultati potranno essere, si spera, già mostrati a febbraio durante il SEER – Salone delle Energie Rinnovabili, che si terrà ad Algeri dal 12 al 15 febbraio: un luogo per le industrie elettriche ma soprattutto per le competenze, capacità e progetti sulle e per le energie rinnovabili.

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