Che cos’è l’intelligenza?

Scritto da  Giovedì, 14 Dicembre 2017 17:47
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Perché non possiamo parlare di Smart Cities senza parlare di integrazione: l’Aquila Smart Clean Air City

 

Poche ore fa eravamo a L’Aquila per parlare del progetto pilota Smart Clean Air City, che ha visto protagoniste imprese italiane (piccole e meno piccole) della filiera smart. Un progetto interessante, soprattutto perché, come tutti i progetti davvero intelligenti, ha delle specifiche tutte sue, ed è modulare e replicabile a parità di territorio su cui svilupparlo. 

Partiamo da L’Aquila. La città non è nuova al concetto di smart city. Nel 2015, è stata vincitrice proprio del premio SMAU “Smart Communities Milano 2015”, che ha visto una importante azione di Enel distribuzione per la modernizzazione della rete elettrica e l’adozione della fibra ottica per le telecomunicazioni; il 16 giugno del 2016 è stato lanciato il progetto, a gestione ENEA, Piazza100, per il coinvolgimento delle comunità cittadine e la creazione diana vera smart community partecipata e creatrice di idee collaborative. Di fatto, da tempo l’Aquila è una specie di laboratorio a cielo aperto dove si ripensa la città, la si cerca di ricostruire, si cerca di creare sinergie per renderla migliore.

Il rapporto ICityRate 2017 la colloca al 48esimo posto tra tutte le città d’Italia che stanno percorrendo una strada per diventare, diciamo, più intelligenti; su un totale di 106 città,  L’Aquila ha acquisito anche diversi punteggi a seconda delle diverse dimensioni analizzate dal report. Per quello che riguarda la dimensione dell’Istruzione la città è al 20° posto su 106 capoluoghi di Provincia; la dimensione si basa sugli indicatori della popolazione tra 18 e 24 anni che ha conseguito al più la licenza media, della percentuale di cittadini tra i 30 e i 34 anni che hanno ottenuto un titolo di studio elevato, e dell’accessibilità scolastica. Considerando i trascorsi post-terremoto, un buon risultato, anche se naturalmente perfettibile.

Anche il risultato sulla dimensione verde urbano (26° posto) è alto, intesa come incidenza, disponibilità e pianificazione del verde.  L'Aquila è poi il terzo capoluogo in Italia per la dimensione suolo e territorio che valuta il consumo di suolo pro capite, il suolo consumato e la mitigazione del rischio. La città arriva al 36° posto, invece, per la dimensione che attiene alla qualità dell'acqua e dell’aria; proprio su questa ultima dimensione lavora il progetto pilota di IS Clean Air, presentato oggi insieme al cluster di imprese che può lavorare per realizzare progetti realmente intelligenti su comuni grandi e piccoli.Soprattutto, il progetto è interessante perché rende visibili due presupposti: non ci sono città intelligenti senza infrastrutture, e senza una progettazione e pianificazione integrata degli interventi. 

Possiamo posizionare colonnine per la pulizia dell’aria su strade scelte casualmente? No. Possiamo installare nuovi lampioni senza sapere dove c’è più bisogno di luce? No, di nuovo. Possiamo installare tecnologie nuove per l’efficienza energetica, per l’uso delle energie rinnovabili, per l’Internet delle Cose (qualunque cosa questo significhi) senza mettere in conto il ruolo delle Utilities del territorio? Assolutamente no. Pianificare interventi intelligenti significa anzitutto sapere, conoscere, cosa c’è là dove noi vogliamo “fare intelligenza”. Qualsiasi pianificazione passa per una conoscenza profonda delle necessità e delle caratteristiche del territorio, della sua storia e delle sue problematiche, dell’identità che caratterizza quel territorio e che deve con intelligenza essere preservata, non scomparire nella giungla tecnologica. Come possiamo fare tutto questo? La risposta è una sola, e si chiama integrazione, il passo successivo allo studio di tutto quello che c’è, là dove vogliamo farlo. 

Intelligenza è integrazione perché ci chiede di trovare soluzioni nuove a necessità non ancora soddisfatte, che hanno una storia, dei problemi irrisolti, degli attori, delle azioni precedenti. Ci chiede anche di trovare i fondi per realizzare le nuove azioni che abbiamo in mente, rivolgendoci ad attori diversi e mettendo in pratica un vero project financing degno di questo nome. Questo è quel che serve per creare una città davvero intelligente: pianificata, produttiva, pulita e sostenibile.

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