Energia, da DNV - GL scenari e previsioni globali al 2050

Scritto da  Mercoledì, 11 Ottobre 2017 10:01
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Letto 745 volte Ultima modifica il Martedì, 17 Ottobre 2017 11:13

Il nuovo studio DNV-GL mostra alcune caratteristiche possibili della transizione energetica in atto. Con un focus sulle rinnovabili, ma con meno energia totale.

 

Il nuovo Energy Transition Outlook riguarda i settori Oil & Gas, Nautico ed Energia – Rinnovabili, Generazione e Utilizzo dell’Energia. Lo scopo dello studio è la preparazione di un modello che possa prevedere l’evoluzione dello scenario energetico mondiale fino al 2050. La previsione generale parla di un mix energetico formato da rinnovabili e combustibili fossili, con una grande crescita nell’uso di rinnovabili, ma non sufficiente per il raggiungimento degli obiettivi di Parigi 2015 (l’aumento della temperatura è previsto tra 2°C – 1.5°C).

In particolare, DNV-LG ha già previsto una riduzione della fornitura di energia e una riduzione della CO2 prodotta dall’uso di energia (a partire dal 2015) nonostante la popolazione e il GDP continuino ad aumentare. Il modello utilizza, per il calcolo della crescita della popolazione mondiale fino al 2050, l’approccio usato da IISA/Wittgenstein Centre of Demography and Global Human Capital in Austria, che prende in considerazione come l’urbanizzazione e l’aumento del livello di istruzione portino ad una diminuzione della crescita demografica; pertanto, si stima che nel 2050 la popolazione arriverà a 9,2 miliardi, il mondo sperimenterà un rallentamento della crescita della produttività, il che si traduce in una diminuzione del GWP - Gross World Product.

Alcuni elementi centrali per il modello vengono identificati rispetto alla tecnologia ed ai costi:

  • Il costo di una tecnologia diminuisce di una frazione costante al raddoppio della capacità installata, grazie alla crescita dell’esperienza, della competenza e dell’efficienza dell’industria associata.
  • Il costo delle tecnologie eolica e PV ha già avuto una grande diminuzione dei costi legati alla grande capacità istallata, e si prevede una ancora maggiore diminuzione fino al 2050;
  • Il costo dei veicoli elettrici diminuirà grazie ad una loro maggiore diffusione, stimando che la metà delle nuove auto siano elettriche in Europa nel 2025, nel Nord America, OECD Pacific, Cina e India nel 2030 e nel 2035 nel resto delle regioni.

Per quanto riguarda la domanda energetica totale, il modello la stima in 430 EJ, di cui 170 EJ solo di elettricità; nel 2015 era di 400 EJ. Sarà una domanda energetica con una composizione diversa da quella “classica”: se nel 2015 l’energia elettrica rappresentava il 18% della domanda energetica, nel 2050 arriverà al 40% (da 73 EJ/anno a 170 EJ/anno). Il modello stima una fornitura di elettricità generata di 206 EJ nel 2050 per rispondere alla richiesta di 170 EJ; la generazione di energia elettrica sarà quindi maggiore del 18% rispetto alla domanda, a causa delle perdite per trasmissione, per distribuzione, ed all’utilizzo di energia elettrica per la produzione stessa. Dato non trascurabile, le rinnovabili domineranno sempre più la produzione mondiale di elettricità, con PV e vento ciascuno a quota 36% e 2/3 di energia eolica onshore entro il 2050, rendendo cruciale il tema della stabilità del sistema.

Anche nel rifornimento energetico il modello prevede cambiamenti importanti. Se attualmente petrolio e carbone rappresentano rispettivamente il 29% e 28% dell’approvvigionamento mondiale di energia, la previsione è che entro il 2019 il carbone venga superato dal gas, che nel 2034 diventerà la più grande fonte di energia superando anche il petrolio. La quota di combustibile fossile nel mix energetico passerà dall’attuale 81% al 52% nel 2050, mentre energia idroelettrica, nucleare e biomasse non subiranno grandi cambiamenti e PV ed eolico arriveranno rispettivamente al 13% e al 14% nel 2050.

Le spese per combustibili fossili diminuiranno da 3,400 mld$/anno a 1,500 mld$/anno (2050); allo stesso tempo anche le spese operative (OPEX) globali per fonti rinnovabili passeranno da 2,000 mld$/anno (2015) a 1,500 mld$/anno (2050) mentre quelle di investimento (CAPEX) globale per le rinnovabili passeranno da 1,800 mld$/anno (2015) a 2,600 mld$/anno (2050). La previsione per i prossimi 33 anni è che il GWP aumenti del 130% e che la spesa totale energetica sia ridotta a meno della metà della sua quota attuale di GWP (dal 5% al 2%).

Per quanto la previsione sia buona, però, non basta; il primo anno “free emission” sarà, secondo il modello, il 2090, con una serie di incertezze legate a tutti i settori produttivi (per esempio, l’andamento dell’agricoltura). Rispetto agli obiettivi di Parigi, perciò, la richiesta sarebbe di supporto politico maggiore, forse di controllo sulle azioni e politiche dei singoli Paesi, per fare sì che gli accordi di Parigi non rimangano, come troppo spesso accade, lettera morta. 

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