Piccole Note di storia dell'energia Parte 18: Il settore elettrico dopo il 1965

Scritto da  Mercoledì, 04 Ottobre 2017 09:06
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Letto 735 volte Ultima modifica il Mercoledì, 04 Ottobre 2017 09:21

Tra il 1945 e il 1965 le utility continuavano a crescere; i generatori alimentati a combustibili fossili diventavano sempre più efficienti e cominciavano a produrre sempre più energia a basso costo. Fino al blackout del 65.

 

Il 1965 segnò l’inizio di una nuova era. Il blackout di novembre lasciò senza energia 30 milioni di persone, includendo anche la città di New York. Negli anni 70 cominciarono gli investimenti nella generazione di energia da fonte nucleare; una serie di nuovi shock, tra cui l’embargo del petrolio arabo del 1973-1974, l’incidente nucleare di Three Mile Island nel 1979, fecero sì che molte utility andassero in contro a ingenti debiti. Progetti di nuove centrali rimasero incompleti, e soprattutto la crescita di domanda di energia elettrica diminuiva senza preavviso. Nel 1990 e negli anni 2000, i cambiamenti continuarono ad avvenire. Incoraggiata dalle nuove politiche statali di deregolamentazione, l’industria elettrica andò incontro ad un mercato sempre più libero e competitivo. Alcune grandi utility fallirono, e nacquero figure che si occupavano esclusivamente della vendita di energia, ponendosi come intermediari tra i clienti e le vecchie utility.    

Per gran parte dell’ultimo secolo, l’aumento del consumo di energia elettrica negli Stati Uniti è andato di pari passo con la crescita dell’economia. La crescita annuale del consumo di energia si è arrestata solo 5 volte. Mentre negli ultimi 50 anni, la popolazione è cresciuta dell’89%, il consumo medio di elettricità pro capite è cresciuto del 1315%. Nel 2007 il consumo di energia è stato di 17 trilioni di kWh, il doppio del consumo del 1975. Questa crescita del consumo è destinata ad aumentare, considerando che ancora 2 miliardi di persone non hanno ancora accesso all’energia elettrica. Secondo l’EIA, la produzione di energia è destinata ad aumentare di anno in anno secondo una media del 2,4 % per i prossimi 25 anni. Sempre secondo l’IEA, l’uso di energia aumenterà nei paesi industrializzati di circa 1,2% per anno, e 3,5% per anno nei paesi in via di sviluppo.

Tutta questa fame ovviamente costa. Nel 2008 i consumatori americani hanno speso 365 miliardi di $, e la  IEA ha stimato che nei prossimi 30 anni il mondo spenderà 12 trilioni di $ per costruire le infrastrutture che dovranno soddisfare la futura domanda di energia.

Ci troviamo ormai in un mondo che è sempre più affamato di energia elettrica. La domanda cresce e il modo di rispondere a questa domanda varia continuamente. In alcune regioni le utility regolamentate dallo stato sono le uniche fornitrici di energia, mentre in altre il mercato è libero e ogni consumatore può scegliere il proprio fornitore. I governi attuali stanno faticando nel tenere il passo dello sviluppo del mercato moderno; in più è nata una nuova sensibilità nei confronti dell’ambiente – anche se l’attuale governo USA va in contro tendenza. Nel frattempo nazioni come la Cina e l’India, nel tentativo di raggiungere il livello dei paesi industrializzati, stanno avendo uno sviluppo enorme e questo processo sta causando un raddoppio della richiesta di energia mondiale ogni 25 anni.

La nostra sempre maggiore dipendenza dall’energia elettrica ha portato il mercato elettrico a subire grandi cambiamenti e sta radicalmente trasformando strutture che erano rimaste invariate da più di 100 anni. La grande utility è stata costretta a smembrarsi in diverse parti: generazione, trasmissione, distribuzione e vendita al dettaglio. I consumatori sono di conseguenza diventati più attenti al mercato elettrico e quest’ultimo si è sempre più migliorato.

Le tecnologie per la produzione di energia elettrica hanno avuto e stanno avendo un continuo sviluppo. Negli anni 90 il miglioramento delle turbine a gas permetteva la produzione di energia elettrica ad un prezzo minore rispetto a quella prodotta dalle grandi utility; poi venne scoperto il potenziale della produzione di elettricità da energia eolica, e le vie di generazione possibili dsono aumentate. Il futuro vede una produzione di energia che spazia dall’utilizzo di centrali alimentate a carbone pulito alle nuove centrali nucleari sempre più efficienti e sicure, senza considerare poi il miglioramento delle tecnologie di produzione dell’energia da fonti rinnovabili. La superconduttività potrebbe migliorare il sistema di trasmissione dell’energia; la tecnologia delle smart grid consentirà ai sistemi di distribuzione di comunicare continuamente tra loro e con i consumatori, rivoluzionando l’industria elettrica. Le possibilità, ad oggi, sembrano senza fine.

 

 

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