Festival dell’energia – 1: rinnovabile e distribuita

Scritto da  Mercoledì, 07 Giugno 2017 17:27
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Letto 808 volte Ultima modifica il Giovedì, 08 Giugno 2017 09:11

Si è aperta oggi a Milano la X edizione del Festival dell’Energia, ospitato nell’Unicredit Pavilion fino a sabato. Rinnovabili, generazione distribuita ed evoluzione del sistema elettrico al centro della tre giorni.

 

Il Festival apre entrando nel merito con la tavola rotonda “Responsible Energy: policies and politics for environment, economy, innovation, mobility, society”, moderata da Luciano Fontana.  Il punto centrale degli interventi della giornata è il riconoscimento di un processo, la transizione verso le rinnovabili, che non è nuovo: è già qui, e va gestito. La stessa generazione distribuita non è una novità, ma deve essere supportata e sviluppata se crediamo che sia un elemento di valore per la crescita del Paese. Lo ha sottolineato Re Rebaudengo: la rivoluzione è già in atto e già oggi abbiamo 700mila impianti di produzione. Quello che serve è regolamentazione, e sviluppo tecnologico per creare, ad esempio, soluzioni per lo storage che siano producibili a livello industriale.  

La stessa decarbonizzazione non è niente di nuovo: è un obiettivo già perseguibile, e di fatto già perseguito dal nostro Paese, che può essere raggiunto se, come ha affermato il ministro Calenda durante l'intervista con Luciano Fontana, siamo consapevoli delle implicazioni che avrà tutto questo: infrastrutture, rete elettrica, costi, bollette, nuovi impianti che andranno fatti, se vogliamo davvero (per esempio) arrivare al 2050 con un sistema elettrico 100% rinnovabile. La stessa esigenza è sottolineata da ENEA, nella persona di Federico Testa, che non ha avuto dubbi nell’affermare che la transizione si farà e basta. Servono però politiche per conseguirla, un lavoro enorme sulle infrastrutture, costi diversi da quelli attuali. Ad oggi non può, fisicamente, essere tutto elettrico: le reti non sono pronte, vanno modernizzate, in alcuni casi rivoluzionate completamente. Tutti questi sono costi che vanno tenuti in considerazione, e che, se finiranno sulle bollette, faranno sì che i consumatori potrebbero di fatto pagare una nuova rete di distribuzione senza aver finito di pagare quelle vecchia; il rischio di una pesante ricaduta sociale esiste. L’efficienza energetica, ha detto Testa, è la cosa più smart possibile: il problema è l'ammodernamento delle strutture, specialmente quelle della PA.

Il presidente di Elettricità Futura Simone Mori ha puntato i fari sulla elettrificazione, che ridurrebbe i consumi energetici e le emissioni, in accordo con lo sviluppo tecnologico. A ben leggere, è lo stesso obiettivo del Programma Energia a 5 stelle: lodevolissimo e certamente condiviso da tutti, ma che deve essere specificato tenendo il sistema in sicurezza (data la variabilità delle fonti rinnovabili) ed assicurando competitività di prezzo sul mercato.

Il sistema elettrico fa da padrone in tutti gli interventi della prima mattinata, e la Strategia Energetica Nazionale è l’ospite a grande richiesta. Ne chiede notizie Massimiliano Bianco, Amministratore delegato Iren, auspicando che una nuova strategia possa mettere ordine nel nuovo scenario, soddisfacendo le esigenze che le imprese italiane chiedono a gran voce, valorizzando le tecnologie virtuose come – non a caso - il teleriscaldamento e dando un posto di rilievo alla generazione distribuita, a sua volta richiesta a gran voce dalla società. Bianco ha sottolineato come le aree metropolitane possano diventare in questo senso bacini di sperimentazione delle prossime novità, e come lo sforzo debba concentrarsi sulle infrastrutture che devono da un lato adeguarsi, e dall’altro agevolare l’innovazione

Sulle Utilities si è concentrato, naturalmente, anche Massimo Bruno, Head of Institutional Affairs Italy di Enel, che ha sottolineato come lo sforzo richiesto sia in atto, ma sempre con poco appoggio politico nazionale e locale. La mobilità elettrica, ha affermato Bruno, è una cosa meravigliosa e strategicamente importante: ma mettere una colonnina di ricarica in un Comune è difficilissimo.

Ancora, ha affermato Bruno, se tutti auspichiamo uno sviluppo vero delle rinnovabili e un loro contributo sempre più centrale al sistema elettrico, è anche vero che oggi, quando diciamo di voler chiudere un grande impianto tradizionale, incontriamo la stessa quantità di rifiuti e proteste che esplodevano quando lo aprivamo. Il responsabile delle relazioni istituzionali Enel non ha problemi ad affermare che la scelta tra emissioni e lavoro è difficile; questo non significa fare “i Trump della situazione” ma diventare competenti nell’accompagnare una trasformazione già in atto, con strumenti che salvaguardino le professioni e con una strategia che permetta di capire esattamente quali costi avrà il processo e, soprattutto, da chi verranno sostenuti.

Nel panorama della generazione distribuita non poteva mancare l’accenno ala figura del prosumer. Ne ha parlato Gianfilippo Mancini, Ad Sorgenia, sottolineando come i grandi player di mercato controllino oggi una produzione di rinnovabili pari al 4%: la microgenerazione c’è già, ed il centro deve diventare sempre più il cliente, con il quale l’azienda collabora per creare valore, invece di vendergli sempre la stessa cosa. CESI sottolinea lo stesso punto, durante i Leading Talks del pomeriggio: il kwh costa ormai talmente poco, che ciò che l’azienda deve fare è vendere valore al cliente. Servizi, velocità, intelligenza, tempo reale: non più (e forse mai più) solo energia elettrica.

Il sistema elettrico esce malconcio ma fiero da questa prima giornata di festival: vecchio, bisognoso di innovazione, ma fondamentale per lo sviluppo delle rinnovabili e per il superamento dei livelli previsti da CoP21. I riflettori sono tutti puntati sulla SEN, sulla quale cominceranno le consultazioni pubbliche la prossima settimana, ma soprattutto sulla rete elettrica, sulla quale si dovrà concentrare lo sforzo più grande in fase di attuazione. E sulle Utilities, vecchie aziende, nuove organizzazioni, che devono ora trovare una strada diversa: che finisce nello stesso luogo, per diversi cammini.

 

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