Turchia, nuovi obiettivi per la politica energetica: tra nucleare e customer satisfaction

Scritto da  Domenica, 28 Maggio 2017 19:56
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Letto 750 volte Ultima modifica il Lunedì, 29 Maggio 2017 11:44

Il ministro dell'energia e delle risorse naturali Berat Albayrak sulla soddisfazione dei clienti e gli investimenti previsti nel settore energetico al 2023.

Nel suo intervento al 10° incontro settoriale di ELDER - Associazione dei servizi di distribuzione di energia elettrica, il ministro Albayrak ha sottolineato che la Turchia ha intrapreso iniziative in materia di energia nucleare, su cui il ministero sta lavorando a pieno regime.

L’altra priorità è aumentare la capacità di stoccaggio del gas naturale, con l’obiettivo di istituire una capacità di stoccaggio superiore a 10 miliardi di metri cubi (cbm) entro il 2023, il che corrisponde al 20 per cento del tasso annuo di consumo della Turchia.

Il ministero sta fissando in questi giorni i nuovi obiettivi per le società di distribuzione dell'energia elettrica, con l'obiettivo dichiarato di aumentare il tasso di soddisfazione dei clienti dell'80%. Attualmente il tasso delle perdite di energia preconosciute si aggira intorno al 70 per cento, e l'obiettivo è di raggiungere l'80 per cento per eliminare i guasti entro il tempo prescritto, raggiungendo la stessa qualità in tutte e 21 le aree geografiche del Paese.

L’investimento nel settore elettrico per il 2017 è attualmente pari a 5 miliardi di Lire Turche. La quantità prevista di investimenti era di 4 miliardi di TL per il 2017, ma il ministero ha l'obiettivo di aumentare questa cifra a 5 miliardi di TL. Un effetto collaterale è, sempre secondo il ministro, la creazione di 3.200 posti di lavoro con nove nuovi call center aperti l'anno scorso.

Sono stati elaborati i piani di infrastruttura per gli impianti istituzionali, per elaborare il carbone locale in conformità con i nuovi impianti di produzione di nuova generazione; Albayrak ha affermato che oltre 75 miliardi di dollari sono stati investiti in energia e potenza installata, fino a raggiungere 80.000 MW nell'ultimo decennio. La previsione di investimento per il prossimo decennio è di almeno 50.000 megawatt, ai quali, secondo il Ministro, vanno aggiunti prima 5.000 e poi 10.000 MW di capacità per l’energia solare e quella eolica. Il National Renewable Energy Action Plan pubblicato nel 2014 dal MENR prevedeva "solo" l'aumento delle rinnovabili fino ad arrivare a 34.000 MW di potenza installata per l'idroelettrico, 20.000 per l'eolico, 3.000 per il solare e 1.000 per il geotermico. 

Una previsione insomma ambiziosa, che richiederà un complesso di competenze tecniche e manageriali per lo sviluppo della strategia energetica. Per raggiungere gli obiettivi del 2023, la Turchia avrebbe bisogno di 110 miliardi di dollari, stando a quanto dichiarato dal presidente Erdogan l'anno scorso. Uno scenario che si distingue nella penisola euroasiatica sia per la scelta delle fonti di energia, sia per la strategia di soddisfacimento dei bisogni dei clienti. E' da vedere, nel breve periodo, come verranno sviluppati i nuovi 50.000 MW, da dove proverrà la maggioranza degli investimenti, e quali strategie tecniche e tecnologiche verranno adottate per la realizzazione, manutenzione e monitoraggio dei nuovi impianti. E last but not least, cosa cambierà nelle linee di distribuzione elettrica.

 

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