Il faticoso mercato delle rinnovabili in Brasile

Written by  Thursday, 16 March 2017 16:48
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Read 1778 times Last modified on Friday, 10 March 2017 13:40

Pieno di sole, di acqua, di vento: il Paese più grande dell’America Latina rallenta lo sviluppo delle rinnovabili.

 

Era stato individuato dagli analisti di settore come uno dei mercati più favorevoli allo sviluppo fotovoltaico, ma il mercato brasiliano sembra avere rallentato la spinta allo sviluppo.  Nonostante la crisi economico-politica, il programma governativo per sostenere la generazione distribuita e il nuovo orientamento della Banca di Sviluppo brasiliana  (BNDES) avevano fatto sperare in una crescita sana del mercato solare nazionale.

Il problema in parte è politico; troppi investitori non confidano in un paese insicuro e dall’economia traballante (dopo gli ultimi cambi di governo e le pochissime certezze sull’impeachment di uno o dell’altro); dopo un inizio che sembrava molto promettente,  il Brasile ha iniziato così ad accusare le prime difficoltà, dovute anche (e non poco) ai costi elevati e alle misure protezionistiche che stanno contribuendo a scoraggiare gli investitori.

Un arresto che fa male al sistema Paese, se pensiamo che in soli tre anni la produzione fotovoltaica è più che raddoppiata, con impianti su grande scala o realizzati sui bacini delle dighe idroelettriche. Se però guardiamo al mix totale dell’elettricità brasiliana, scopriamo che il Sole ne produce solo il 2% circa. L’idroelettrico la fa ancora da padrone nel mercato interno, e se progressi ci sono sembrano comunque troppo lenti.

I problemi sono tanti, primi fra tutti quelli legati alle barriere economiche e burocratiche di ingresso per la componentistica. Non meno importante è la norma che obbliga i costruttori ad utilizzare una quantità minima di componenti di produzione locale nei progetti. Norma in realtà molto sensata, perché avrebbe l’obiettivo di contribuire allo sviluppo locale, ma che di fatto scoraggia gli investitori che non riuscirebbero a rientrare dei costi, come ha spiegato a Reuters Armando Abreu, direttore del Braselco, società di consulenza energetica. Seecondo Abreu, molti dei progetti presentati e disegnati non saranno mai realizzati: secondo un rapporto di ANEEL - Authority energetica brasiliana, dei 111 impianti approvati nel nord-est del Paese solo 19 hanno realmente iniziato i lavori di costruzione.

Finora, il governo ha tenuto tre aste dedicate al fotovoltaico su scala utility, ma il rallentamento dell’economia e di conseguenza dei consumi hanno convinto il Ministero dell’Energia ad annullare la quarta gara prevista a metà dicembre 2016. La decisione è stata un duro colpo non solo per gli stati del nord-est, che stanno facendo affidamento sui progetti rinnovabili per la crescita economica, ma anche per la nascente industria di moduli e componenti solari. L’obbligo a rifornirsi da produttori locali, si scontra con la difficoltà del settore manifatturiero alle prese tasse e costi di produzione notoriamente alti e una competizione del low cost cinese, praticamente schiacciante. L’Istituto di credito ha promesso di rivedere alcune norme e il Ministero dell’Energia di riflettere sulla possibilità di una nuova asta solare per il 2017. Lo sviluppo del fotovoltaico per ora rimane lento, dunque.

Non si può dire però che le imprese italiane siano tutte scoraggiate: a gennaio ENEL ha firmato un accordo di finanziamento con la BNDES per un importo complessivo di circa 373 milioni di real (circa 115 milioni di dollari USA), che coprirà una parte degli investimenti necessari per la costruzione della centrale idroelettrica Apiacás da 102 MW nello stato del Mato Grosso nella Regione centro-occidentale del Brasile. Enel ha investito circa 287 milioni di dollari USA nella costruzione di Apiacás, finanziati con fondi propri, oltre che grazie al prestito BNDES. La centrale beneficia di un accordo di acquisto di energia trentennale (PPA) che prevede la vendita di una quantità fissa di energia generata dai tre impianti idroelettrici ad un pool di società di distribuzione che operano sul mercato regolamentato brasiliano. Attraverso le controllate Enel Green Power Brasil (EGPB) ed Enel Brasil, il Gruppo Enel ha una capacità installata di 1.306 MW nel settore brasiliano dell’energia rinnovabile di cui 401 MW da eolico, 12 MW da solare fotovoltaico e 893 MW da fonte idroelettrica - nonché ulteriori 442 MW in progetti eolici e 807 MW da progetti solari attualmente in esecuzione. Rinnovabile che si sviluppa, insomma, ma solo per qualcuno.

 

 

 

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