Piccole note di storia dell’energia. Parte 8: Carburante per l’Ottobre Rosso

Scritto da  Lunedì, 07 Novembre 2016 11:52
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Letto 1085 volte Ultima modifica il Lunedì, 07 Novembre 2016 11:56

Cosa succedeva al sistema elettrico, dall’altra parte del pianeta Terra? Lo sviluppo dell’elettricità così come la conosciamo ebbe un percorso molto diverso in Russia ed in Asia, e non solo per motivazioni politiche.

Partiamo dalla Russia di Lenin. La vera domanda del Paese era se l’elettricità fosse un servizio da fornire ai cittadini, come il servizio idrico, oppure un prodotto che doveva essere venduto così come si vendono i beni di consumo. Per i russi, la rete elettrica non era né un prodotto né un servizio: era invece uno strumento di cui servirsi per rinforzare la nazione, sconfiggere i nemici, rafforzare l’economia di base e incoraggiare la rivoluzione. 

Le prime lampade a bulbo apparvero nel 1881; l’elettricità era un bene esclusivo per i nobili, e lo sviluppo di un vero e proprio sistema elettrico era lento e non adeguato per un paese di quell'importanza. A livello geografico, la Russia era emarginata dalle grandi scoperte scientifiche, e il governo era repressivo e negligente. Cose come la corruzione della classe politica, i pagamenti illeciti e i ritardi nella realizzazione delle infrastrutture più importanti non aiutavano certo a rendere la Russia il paese ideale per fare un grande investimento come quello dell’installazione di una nuova rete elettrica. 

Alla vigilia della rivoluzione bolscevica, dal punto di vista elettrico la Russia era indietro di 20 anni rispetto agli altri paesi industrializzati. Le due più grandi città, Mosca e San Pietroburgo, erano alimentate da vecchi generatori di origine belga; il combustibile, cioè il carbone, veniva importato dalla Gran Bretagna, oppure proveniva da zone del paese cosi lontane che diventava più conveniente importarlo dall'estero. In sintesi: l’elettricità costava 4 volte di più rispetto ad Amsterdam e la rete non era in grado di soddisfare una domanda alta come quella cittadina.

L’eroe dell’Unione Sovietica fu, come tutti sappiamo, Vladimir Lenin; quello che non tutti invece conosciamo è il suo grande interesse per la questione del sistema elettrico. Idealista e allo stesso tempo pragmatico, visionario nei suoi progetti e desideroso di portare a termine grandi imprese, uno dei più grandi obiettivi di Lenin fu quello di ripristinare ed espandere la rete elettrica dopo anni di grande difficoltà. La rete sarebbe stata ricostruita dalle fondamenta e in piena sintonia con i dettami del comunismo, diventando un sistema elettrico senza possedimenti privati, consorzi, utilities private, totalmente governata dal Governo. Lenin era molto interessato all’elettricità perché la considerava uno strumento per promuovere e rinforzare la rivoluzione. Fu chiamato l’ingegnere elettrico più importante del paese, Gleb Krzhizhanovsky, e gli fu chiesto di affrontare l’annoso problema dell'approvvigionamento di combustibile. Comprare carbone dall’Inghilterra capitalista non era concepibile, e prenderlo nelle zone remote della Russia meridionale era un problema a causa delle pessime condizioni della ferrovia russa. Krzhizhanovsky, che aveva chiarissimo il problema, propose la torba come possibile combustibile: in Russia c’erano 240 milioni di acri di torba, il che avrebbe compensato il potere calorifico inferiore.

Si trattava di convincere il comitato esecutivo russo dell’importanza dell’elettricità. Lenin non fece fatica ad affermare che l’epoca del vapore era l’epoca dei borghesi, mentre l’epoca dell’elettricità sarebbe stata l’epoca del socialismo. Il passo successivo fu la creazione di una commissione statale per l’elettrificazione della Russia, dove vennero riuniti 200 ingegneri per lavorare notte e giorno. 

Il sistema elettrico, che nell’occidente si era sviluppato dopo decenni, fu imposto da un editto del governo e con un tempo di progetto fissato in 10 mesi; il report avrebbe dovuto essere pronto per il congresso del partito, e avrebbe costituito la linea guida per i prossimi 10 anni. L’efficienza della rivoluzione cominciava a far vedere la sua faccia.

 

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