Direzioni strategiche per il 2016: città e Utilities intelligenti al lavoro negli USA

Scritto da  Giovedì, 07 Luglio 2016 12:06
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Letto 1094 volte Ultima modifica il Giovedì, 07 Luglio 2016 12:13

La ricerca Black&Veatch 2016 individua le tendenze e le questioni emergenti per le comunità e le Utilities a partire dallo slancio delle infrastrutture smart. 

Il report descrive un fenomeno emergente a livello mondiale, segnato dal passaggio da programmi pilota che incidono sulle iniziative della rete di distribuzione o il servizio clienti fino a programmi più grandi, più diversificati ed integrati, che stanno ormai prendendo piede stabilmente all’interno dei processi economico-sociali. Lo sviluppo delle infrastrutture intelligenti non è privo di sfide; il report discute anche i potenziali ostacoli al successo, oltre alle strategie per affrontarle. In un momento in cui le risorse limitate, le preoccupazioni ambientali e crescita della popolazione stanno facendo pressione sulle città e sulle Utilities per “fare di più con meno”, strategie intelligenti di città ben pianificata stanno ponendo le basi per la resilienza elevata, la riduzione dei costi e l’efficienza dei servizi.

La ricerca (USA, 15 ottobre - 14 novembre 2015) è stata condotta su 778 utilities (municipali e commerciali) e stakeholders delle comunità. Il 50% dei partecipanti alla survey è fornitore di elettricità, gas e acqua, il 42% è pubblico (federale, governativo, locale o municipale) ed il 7,5% è fornitore di servizi smart.

Dal punto di vista delle Utilities, il driver più significativo di sostegno per le iniziative di Smart City è il ritorno sugli investimenti (ROI): più del 40 per cento degli intervistati ha citato il ROI come prima motivazione per intraprendere attività smart, seguito da vicino da una valutazione dei benefici dei sistemi. Questo è già un cambiamento importante rispetto a qualche anno fa, quando gli investimenti nel settore delle smart cities erano, se non a perdere, comunque a lunghissimo termine. La stabilità delle tecnologie e la crescita di R&D in questo settore stanno modificando il paradigma: il livello di technology readness stabile è sempre più vicino. 

Il report mostra anche che l'ideale utopico di città intelligenti ancorati a tecnologie avveniristiche come robot e macchine volanti  è caduto, sostituito dall'idea che la tecnologia dovrebbe essere utilizzata per arricchire la vita delle persone e della società in modi pratici e facilmente riconoscibili (costi minori per servizi migliori, in fondo, sono questo); un ideale, afferma la ricerca, raggiungibile soprattutto attraverso un trattamento dati veloce ed esso stesso intelligente. Un marchio di garanzia dei sistemi intelligenti è infatti l'unione di dati e di azione: le informazioni raccolte dai sensori e dai dispositivi vengono oggi accelerate attraverso le reti ad alta velocità, ed è solo così che le misurazioni, previsioni ed altri tipi di azioni possono essere realmente intelligenti, rispondendo in tempo reale. Il risultato sono informazioni che spingono città, Utilities e clienti a scegliere consapevolmente quali azioni compiere, sulla base della quantità (e qualità) di informazioni più ampia possibile. Fortunatamente, la tecnologia avanzata sta rendendo più facile per i governi, i comuni e le Utilities l’impegno con i loro elettori/clienti; non solo i cittadini possono ora comprendere meglio l'uso delle risorse ed identificare i problemi, ma alcune applicazioni possono anche incoraggiare i membri della comunità a diventare parte delle soluzioni. Strumenti ormai quasi classici sono i social media e le communities online, i chioschi di strada e le pensiline interattive, il crowdsourcing.

Oltre il 90 per cento dei partecipanti governativi e municipali intervistati durante la ricerca ha dichiarato di visualizzare le iniziative di Smart City come elementi di trasformazione con un potenziale di impatto positivo a lungo termine sulla città. Allo stesso tempo, però, più della metà degli intervistati afferma che la loro organizzazione non capisce davvero il concetto di smart city. Quasi tutti gli intervistati affermano di comprendere che il concetto di smart city vale sia per i sistemi nuovi che per le infrastrutture esistenti: anche se esistono alcune iniziative smart (soprattutto in campo ambientale) in costruzione da zero, la grande maggioranza dei progetti sono aggiornamenti o integrazioni alle infrastrutture esistenti. Eppure, spesso accade che le autorità locali considerino iniziative Smart City come nuove voci sul bilancio piuttosto che visualizzare ogni progetto esistente come un'opportunità per aggiungere segmenti intelligenti che possono costituire  un insieme più coerente. 

Lo scenario descritto è positivo: più del 60 per cento degli intervistati ha rilevato una o più attività Smart City in cui la propria città è coinvolta. Nella maggior parte dei casi si tratta di attività di preparazione la consultazione con le parti interessate o creazione di una tabella di marcia smart city, mentre è molto più basso il numero di coloro che dichiarano di essere coinvolti  in progetti di infrastrutture e pilota fondamentali. In generale, dalla ricerca emerge che negli USA le città intelligenti si pianificano: si guarda all’oggi, al domani, ma soprattutto a lungo termine. La maggiore attenzione sulla pianificazione indica anche che i programmi intelligenti della città stanno cominciando ad essere considerati in una prospettiva più olistica (e finalmente non solo tecnologica), con programmi più ampi e più integrati. Città intelligenti che devono durare, ed adattarsi, a lungo.

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