Favignana rinnovabile: un percorso possibile per le isole italiane

Scritto da  Martedì, 07 Giugno 2016 10:48
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Letto 829 volte Ultima modifica il Martedì, 07 Giugno 2016 10:31

Un progetto che punta alle rinnovabili, attraverso la riqualificazione della vecchia centrale a gasolio in centrale solare, attraverso un modello di business che vede lavorare insieme amministrazione, società elettrica e cittadini.

E’ questo il nuovo progetto presentato durante il convegno “Greening The Islands Italia”, il 27 e 28 maggio a La Maddalena. Favignana diventa così il centro innovativo di sviluppo delle rinnovabili, con l’intenzione di fare da apripista per le isole italiane. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova centrale ad alta efficienza energetica e a minor impatto ambientale, che prenderà il posto della vecchia centrale a gasolio, modificando il progetto originario che voleva la realizzazione di una seconda centrale uguale alla precedente. Il progetto sarà portato a termine da SEA - Società elettrica di Favignana e prevede di ricoprire il tetto dell’edificio con pannelli fotovoltaici che consentiranno di produrre circa 700 MWh all’anno di energia elettrica. 

Una realizzazione complessa, che si basa sulla collaborazione tra la società elettrica, l’amministrazione pubblica e i cittadini, con l’obiettivo generale di fare di Favignana un piccolo progetto pilota, replicabile sulle altre piccole isole italiane, con un modello di business integrato e che vuole certamente essere all’avanguardia.  In particolare, l’intervento di riqualificazione vedrà l’installazione di sistemi di accumulo di elettricità, il che trasformerà il vecchio polo in una nuova centrale elettrica ibrida; la soluzione dovrebbe così permettere la riduzione della dipendenza dell’isola dal gasolio. La questione dello storage è tuttavia la più delicata: le batterie costano ancora moltissimo rispetto alla loro resa, e si tratta molto spesso di modelli ancora sperimentali; saranno la parte dell’impianto più ardua da finanziare. In questo senso il modello di business integrato può aiutare non poco, creando sinergie possibili che potrebbero estendersi anche a centri di ricerca o laboratori sperimentali.

L’iniziativa fa parte di una volontà più ampia: la SEA ha intenzione di realizzare, con il tempo, altri impianti fotovoltaici sugli edifici di tutta l’isola. Le potenzialità della copertura fotovoltaica sull’isola si aggirano intorno agli 11 MW di potenza installata, che prevederebbe nel tempo un investimento di 25 milioni di euro e potrebbe assicurare una produzione annua di energia tale da coprire completamente il fabbisogno dell’isola. Il progetto di riqualificazione della centrale è quindi il primo passo per sperimentare un sistema energetico completamente pulito. 

A livello locale, il convegno è stato l’occasione per la firma del Manifesto per lo sviluppo sostenibile delle isole minori, da parte di 36 Comuni tra Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana, e che punta a creare un nuovo modello di sviluppo dell’economia delle isole. Una carta di intenti che ha l’obiettivo di rilanciare le isole minori, puntando su un’economia sostenibile, attraverso turismo, ambiente, cultura e agricoltura, utilizzando la sinergia pubblico - privato come motore per la realizzazione di progetti. Piccole rinnovabili cambiano il paese.

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