Il 2015 per l'intelligent building

Written by  Friday, 04 December 2015 13:28
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L’ultimo report di Energy &Strategy Group per il 2015 parla di edifici intelligenti. 

 

Presentato all’Istituto Mario Negri, Politecnico di Milano, il report è un documento complesso, frutto del lavoro di mesi di ricerca e occasione per parlare in modo strutturato della grande opportunità - sempre poco esplorata - degli edifici cosiddetti “smart”.

Vittorio Chiesa comincia presentando la UNI EN 15232, ad oggi l’unica norma di riferimento per l’implementazione di efficienza energetica attiva negli edifici, e gli incentivi oggi esistenti: titoli di efficienza, sgravi fiscali, detrazioni. Le simulazioni presentate nel report sono varie: dall’hotel di 250 stanze ad ospedali, uffici, abitazioni e strutture della grande distribuzione. In alcuni casi il risparmio possibile si attesta al 20% e il tempo di payback almeno a medio termine (circa 2 o 3 anni nei casi virtuosi), quasi mai più di questa cifra, ed in generale se l’edificio è preesistente la spesa aumenta della stessa percentuale del risparmio. L’illuminazione risulta in genere l’automazione più conveniente ed economicamente sostenibile, seguita dal riscaldamento.

Ma è la GDO la grande invitata della giornata. In questo ambito, infatti, il tempo di recupero degli investimenti (meno di un anno) migliora nettamente rispetto al residenziale e a tutte le altre tipologie di struttura, e i tempi di payback sono molto più rapidi: gli IRR sono i migliori tra tutti gli ambiti oggetto del report. E’ inoltre forse la prima volta che a un convegno sull’efficienza energetica un supermercato (Carrefour) sieda tra i relatori, sottolineando la necessità di iniziative legate all’efficienza energetica per migliorare il comfort offerto ai propri clienti: refrigerazione alimentare dunque, condizionamento, riscaldamento e illuminazione. Non da ultimo, ricordiamoci che Carrefour ha cominciato a tenere aperti i punti vendita 24 ore su 24: un impegno di energia consistente e che quindi da monitorare per evitare sprechi. 

Tra le barriere individuate c’è sicuramente l’assenza di protocolli comuni di comunicazione che permettano il dialogo tra gli impianti soprattutto in edifici esistenti (già dopo 7-8 anni di vita), dati importanti specialmente per la GDO che ritiene centrale far dialogare le varie intelligenze utilizzate. Anche se, sottolinea CESI, per la componentistica siamo già a buon punto.

Ma una grande barriera, sottolineata anche dall’ospite danese Danfoss, è quella comportamentale. Un percorso reale verso l’efficienza energetica si ha quando il consumatore cambia il suo comportamento per utilizzare meglio l’energia che ha a disposizione; e come possiamo far cambiare questo comportamento? La risposta del colosso danese sta in buona parte nella presa di coscienza da parte dei consumatori attraverso una “testimonianza etica” delle imprese, impegno in cui Danfoss è immersa praticamente fin dalla sua creazione. Allo stesso modo, è centrale non abbandonare l’edificio a se stesso, ma guardare all’efficienza con globalità, facendo dialogare i componenti senza concentrarsi tanto sul prodotto innovativo da inserire nel sistema, quanto sull’integrazione di quel prodotto in quel sistema, e non in un altro. Rendere efficiente un edificio nuovo costa meno - lo dice il report, ma anche la memoria storica e la legislazione - che efficientare un edificio vecchio su cui realizzare interventi integrati. Ma non è proprio questo che servirebbe al nostro territorio?

Un incontro lungo ed interessante, che chiude l’anno con una serie di dati importanti per la realizzazione di progetti. E se il prossimo step fosse la riqualificazione degli edifici storici?

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