Le rinnovabili in Turchia; spunti sul futuro del mercato

Written by  Monday, 18 May 2015 13:31
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La produzione elettrica sta cambiando anche per la Turchia, e a ritmo quasi troppo rapido rispetto al resto del Mediterraneo.

 

La capacità installata nel Paese si aggira oggi intorno ai 70 GW, con l’obiettivo di aggiungere altri 110 GW al 2023, per servire almeno il 90% del Paese con un mix di gas, carbone e rinnovabili (e nucleare per il 10% della produzione). L’energia solare ha subito una spinta molto forte; dai 228 MW di progetti FV a gennaio, fino ai 320 MW a marzo 2015. In tutto, però, nei 23 GW del fotovoltaico al 2023 è incluso un minimo di 3 GW di installazioni FV, cioè l’1,66% della capacità generale installata. Un po' poco poco per un Paese con un tempo di insolazione pari a 7,5 ore al giorno, considerando anche che l’obiettivo sulle rinnovabili al 2023 è di 61 GW totali, di cui 20 GW da eolico.

La generazione elettrica è in ogni caso la grande novità di questi giorni, tanto che perfino la Russia  ha offerto alla Turchia il 6% di sconto sul gas importato. La Banca Europea per la Ricostruzione e Sviluppo (EBRD) ha tuttavia avvisato che mentre “gli incentivi finanziari e le garanzie di prezzo introdotte dalle recenti leggi hanno fatto esplodere gli investimenti nel settore delle rinnovabili, alcuni di questi incentivi come i pagamenti bonus per le risorse locali, potrebbero distorcere il mercato”. Inoltre, secondo le ultime statistiche del ministero, il Paese ha aggiunto 6,303 MW di nuova capacità nel 2014, delle quali vento e sole rappresentano il 14% (circa 882 MW). 

Tanto? Poco? Incentivato? Nel frattempo, nel 2014 la Turchia ha risparmiato 850 ml di dollari nelle importazioni di energia , a causa dell’aumento della quota delle rinnovabili, e per la prima volta a febbraio 2015 il 10% dell’energia giornaliera è prodotta da rinnovabili.  Ad oggi, nella provincia di Denizli, a nord-ovest di Antalya, sono in costruzione sette impianti FV per un totale di 7,4 MW, il cui collegamento alla rete è previsto per questa estate. Un mercato in espansione forte, insomma, che può portare alla realizzazione del “sogno turco” del 2013, quello cioè di emergere come hub energetico regionale, con leggi a sostegno dell’energia pulita e un territorio ricco delle risorse più disparate per la produzione di energia. Restano da vedere le reazioni europee e quelle della regione, a fronte di uno sviluppo molto rapido e di un mercato molto centrato sugli incentivi locali. Quale sarà, dopo quello russo, il prossimo sconto?

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