Social media e solare: perché?

Written by  Wednesday, 25 March 2015 11:28
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Read 1696 times Last modified on Wednesday, 25 March 2015 11:36

Abituati a sentirci rivolgere sempre la stessa domanda, oggi abbiamo deciso di farcela da soli. Dunque, perché mai un’azienda del settore solare dovrebbe utilizzare i social media per fare marketing?

 

Blog e testate online del settore ne parlano fin dal 2010, per esempio quiqui e anche qui,  ma le aziende, a quanto pare, non lo fanno. E non solo le aziende italiane, che come sappiamo hanno una resistenza quasi culturale ad utilizzare strumenti tecnologici per trasformare il marketing “tradizionale”; anche nei cosiddetti Paesi Terzi - ormai non più tali - la questione solare/social media sembra abbondantemente sottovalutata. Rimangono gli USA come Paese di punta per l’utilizzo degli strumenti social, e a seguire alcuni Paesi del mondo arabo (Egitto in primis) che stanno - in alcuni casi molto rapidamente - passando dalla comprensione degli strumenti al loro utilizzo sistemico. Ma utilizzo per cosa?

Ci sono due risposte possibili, tra di loro complementari:

1 - per creare un pubblico interessato. Si, la tematica delle rinnovabili, e del solare in particolare, dovrebbe stare a cuore a tutti, ma così non è. Non bastano le informazioni catastrofiche, e neppure quelle scientifiche, per interessare un pubblico generico ai pannelli solari o ai sistemi di risparmio energetico; servono strategie di engagement accattivanti, immagini ad hoc, infografiche, video, interviste, tutte legate dal filo dell’informazione, possibilmente divertente. Sento già qualcuno obiettare che la sua azienda non vende ai singoli consumatori. Mi sento già rispondere che i consumatori sono i vostri migliori testimonials presso le (altre) aziende a cui vendete.

2 - per educare. Ebbene si. Un pubblico interessato può essere anche educato, e viceversa; creare coscienza attorno al tema delle rinnovabili significa educare il pubblico, e in un secondo momento, se siete bravi, innescare modifiche del comportamento. Siamo sicuri che tutti conoscano i benefici che porterebbe alla loro casa/città/paese l’adozione di sistemi di produzione da energie rinnovabili? O sappiano quanto il pannello solare che hanno in casa riscaldi l’acqua della doccia? O ancora, di quanto potrebbero ridurre i consumi se solo non lasciassero in stand by gli apparecchi elettronici? Infine, di come funzionano gli incentivi nel loro Paese? La risposta ovviamente è no, tutto questo non succede (almeno non troppo spesso); ma per essere promotori di cambiamento bisogna essere educati alla sostenibilità, e alle energie rinnovabili in questo caso specifico. Possono le aziende del settore assurgere al ruolo di educatori? Se vogliono nuovi clienti, beh, devono.

 

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