Il "nuovo" Egitto: istruzione, energia e smartness per il 2030

Written by  Monday, 16 March 2015 13:19
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Si è chiusa ieri la tre giorni, nella cornice di Sharm El Sheikh, della Conferenza Egiziana dello Sviluppo Economico, a lungo annunciata e preparata nei minimi dettagli ormai da mesi. Una vetrina per l’Egitto del futuro che ha permesso alla comunità internazionale di intravedere una delle (future o futuribili) potenze mondiali in  via di sviluppo, e all’Egitto di mostrare il suo volto nuovo e la sua volontà di crescita.

 

Sabato 14 marzo il governo ha dunque ufficialmente lanciato la strategia egiziana al 2030. I tre obiettivi principali sono sviluppo economico, competitività del mercato e capitale umano; i principali strumenti, il raggiungimento di un tasso di crescita almeno del 7%, l’aumento dei tassi di investimento e delle esportazioni, e la riduzione del tasso di disoccupazione di circa il 5%. Per quanto riguarda il capitale umano, le direttrici di sviluppo sono la formazione e la salute; in particolare, per la formazione, l’obiettivo principale e è quello di fare dell’Egitto uno dei primi 30 paesi per la qualità dell’istruzione di base,  portando il tasso di analfabetismo pari a zero e il rapporto di iscrizione totale per i bambini della scuola materna (4-6 anni) all’80% della popolazione totale, con l’obiettivo, infine, di inserire 10 università egiziane nella lista dei 500 migliori università del mondo. 

Anche il settore energetico è centrale per lo sviluppo del sistema Paese; Khaled Abu Bakr, presidente di TAQA Arabia, il “braccio energetico” della QALAA Holdings, ha sottolineato l’esigenza di almeno 50 miliardi di investimento nel settore energetico nei prossimi 5 anni, per fronteggiare una crisi energetica giunta quasi al suo apice e tuttavia non inattesa. Sono previsti 15 miliardi di investimenti in nuovi impianti di produzione, e l’Authority nazionale per le Energie Rinnovabili ha già sul tavolo dai 3 ai 4 miliardi di dollari in progetti su solare e vento. Una crescita che ha tra i suoi step iniziali la firma di un Memo of Understanding tra Acwa Power, Masdar e la Holding egiziana per l'energia elettrica, per lo sviluppo di progetti di generazione rinnovabile e da gas naturale fino a 4 GW. Anche l'Italia fa la sua parte, come recita l'accordo firmato da Eni per lo sviluppo delle risorse oil&gas. Una crescita, quella del settore energetico, necessaria e centrale per lo sviluppo economico che è basato sullo sviluppo della manifattura, agricoltura e costruzioni, e che sempre più vede aumentare gli abitanti delle città e la popolazione totale.

Proprio per far fronte a questo aumento è stata infine annunciata l’intenzione di costruire una nuova capitale. Il progetto costerà 45 miliardi di dollari, e dovrebbe vedere la luce tra il 2020 e il 2022; il ministro dell’Edilizia Mostafa Madbouly ha sottolineato che l’esigenza nasce da una previsione di sovrappopolamento del Cairo nei prossimi 40 anni, passando da un totale dei 18 milioni di abitanti a circa il doppio. Una “capitale mondiale”, nelle parole del ministro, che rimarca il ruolo centrale che l’Egitto vuole assumere da qui al 2030 nel panorama internazionale. La città non ha ancora un nome, ma durante i giorni della EEDC si è continuamente parlato di sostenibilità, edifici intelligenti e progettazione smart dell’intero centro abitato.

Istruzione, energia e smartness sono insomma gli ingredienti per la competitività egiziana. Sarà interessante seguire il processo per estrapolare buone pratiche - perché no - utilizzabili a livello europeo.

 

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